USA, aumento record della spesa farmaceutica 2014: più 13,1% rispetto al 2013, decisiva l’incidenza dei nuovi anti-epatite

USA, aumento record della spesa farmaceutica 2014: più 13,1% rispetto al 2013, decisiva l’incidenza dei nuovi anti-epatite

Fonte: F-mail: NUMERO 70 - 14/04/2015

Secondo un rapporto appena diffuso da IMS Health (del quale riferisce tra gli altri il quotidiano specializzato pharmastar.it)  negli Stati Uniti nel corso del 2014 la spesa farmaceutica  ha segnato un importante balzo in avanti del 13,1% rispetto all’anno passato, attestandosi sulla cifra-monstre 373,9 miliardi dollari.

A determinare l’incremento, il maggiore dal 2001 a oggi, sono stati principalmente i nuovi farmaci anti-epatite C, nuovi anticancro, antidiabetici e i nuovi farmaci per la sclerosi multipla.

“La crescita della spesa farmaceutica registrata lo sorso anno, pari a 43 miliardi dollari, è stata  la più alta di sempre” ha sottolineato Murray Aitken, direttore esecutivo dell’Istituto IMS Healthcare Informatics. “Gli aumenti dei prezzi sui farmaci di marca, in particolare insuline e antidiabetici, e l’ingresso di un minor numero di nuovi farmaci generici hanno contribuito alla crescita della spesa. Nel 2015 ci aspettiamo una ulteriore crescita ma più contenuta anche per un buon numero di farmaci per i quali scadranno i brevetti”.

Emblema dell’innovazione farmaceutica sono i nuovi antiepatite C, capitanati dai farmaci (sofosbuvir in testa) di Gilead Sciences, ma che comprendono anche quelli di AbbVie, Janssen e Bms, con i quali nel 2014 sono stati curati 161mila pazienti americani. Globalmente, in Usa questi farmaci hanno determinato una spesa di $11,2 miliardi.

Anche la cura delle malattie rare ha contribuito ad alzare la spesa farmaceutica americana. Sono infatti entrati in commercio 18 nuovi farmaci per patologie prima orfane, e anche se sono destinati a numeri ristretti di malati, il loro costo è altissimo e inevitabilmente finisce per pesare sulla spesa complessiva.

Ma l’incremento record della spesa si spiega anche con il fatto che sono diminuiti rispetto agli anni scorsi i risparmi ottenuti con i nuovi generici. Nel 2014 la riduzione di spesa dovuta a questo fattore è stata di ‘soli” 12 miliardi, inferiore ai 20 dell’anno precedente e ai 29 miliardi del 2012 quando il Lipitor, all’epoca il farmaco più venduto al mondo, divenne generico. Nel 2014 sarebbe dovuto entrare in commercio il generico della rosuvastatina, ma l’indiana Rambaxy che aveva ottenuto i diritti per la vendita in anteprima del farmaco, è incappata nelle ire dell’Fda a causa di problemi di qualità produttiva e pertanto non lo ha potuto lanciare nel momento prestabilito.

Anche la riforma sanitaria americana, di cui l’Affordable Care Ac, è il documento principale, ha contribuito al rialzo della spesa farmaceutica: le nuove regole hanno infatti esteso la copertura farmaceutica erogata attraverso il programma Medicaid, prima limitato ad anziani e persone a reddito molto basso. Tanto è vero che le prescrizioni pagate cash, normalmente da parte di persone non assicurate, sono scese del 5,5%.