Studio Usa, anche il prezzo (forse) è un “principio attivo”: se paziente pensa che sia più caro di un altro, il farmaco “funziona meglio”

Studio Usa, anche il prezzo (forse) è un “principio attivo”:  se paziente pensa che sia più caro di un altro, il farmaco “funziona meglio”

Fonte: F-mail: NUMERO 17 - 29/01/2015

Quando un paziente con il Parkinson riceve un farmaco descritto come costoso, le sue funzioni motorie migliorano di più rispetto a quando riceve un farmaco economico, e questo accade anche quando entrambe le iniezioni sono di un placebo. Lo ha scoperto un piccolo studio dell’università di Cincinnati, pubblicato dalla rivista Neurology.

Nella ricerca, riferisce un lancio Ansa, è stato detto a 12 pazienti che avrebbero ricevuto una iniezione di due formulazioni diverse di uno stesso farmaco, della stessa efficacia, una del costo di 100 dollari e l’altra di 1.500. In realtà entrambe erano semplici soluzioni saline, senza nessun principio attivo.

I pazienti che hanno ricevuto il farmaco presentato come più costoso hanno migliorato le funzioni motorie oltre il doppio rispetto coloro che hanno avuto il farmaco economico, che comunque si è rivelato efficace migliorandole del 28%.

“Questo risultato - si legge in un editoriale di accompagnamento sulla rivista - dà alla ricerca sull’effetto placebo una dimensione del tutto nuova, e può creare problemi ai produttori di farmaci, che conducono i test sulle nuove molecole confrontandole con un placebo. Se il placebo è ‘potente’ spesso i farmaci non riescono ad essere più efficaci”.