Rapporto OsMed sui farmaci: nei primi nove mesi dei 2014,lieve aumento dei consumi ma la spesa continua a calare

Rapporto OsMed sui farmaci: nei primi nove mesi dei 2014,lieve aumento dei consumi ma la spesa continua a calare

Fonte: F-mail: NUMERO 14 - 26/01/2015

A dirla così, sembra quasi una contraddizione, ma non lo è: nel 2014 aumenta, sia pure lievemente, il consumo di farmaci da parte degli italiani, che nei primi nove mesi dello scorso anno hanno acquistato 1,3 milioni di confezioni di medicine, peraltro non sempre utilizzate, sembrerebbe, in modo appropriato, soprattutto nel caso di antidiabetici e dei farmaci per l’ulcera.

A scattare la fotografia su come si curano gli italiani è il Rapporto nazionale L’uso dei farmaci in Italia, gennaio-settembre 2014, realizzato dall’Osservatorio nazionale sull’impiego dei medicinali (OsMed) dell’Agenzia italiana del farmaco e meglio noto tra gli addetti ai lavori (e non solo) come Rapporto OsMed.

Lo ha presentato oggi, nella sede della stessa Aifa, il direttore generale dell’Agenzia, Luca Pani, evidenziando come i dati relativi all’uso dei farmaci nei primi nove mesi del 2014”confermano la crescita costante, pur se contenuta, dei consumi e della spesa farmaceutica totale. Gli italiani hanno acquistato in media, tra gennaio e settembre dello scorso anno, 23 confezioni di medicinali e i farmaci più utilizzati sono stati, ancora una volta, quelli del sistema cardiovascolare. La spesa pubblica, invece, vede al primo posto gli antineoplastici e immunomodulatori”

Ma, come detto, a fronte di un consumo in lieve crescita si registra un calo (in alcune Regioni decisamente molto sostenuto) delle spesa per farmaci, che anche nel 2014 registra una diminuzione in tutto li territorio nazionale, con le sole eccezioni della provincia autonoma di Bolzano e delle Marche. Il calo maggiore è quello della Sicilia (-12%), seguita da Umbria (-5,5%) e Lombardia (-5,3%).

Le tre Regioni che hanno fatto registrate la spesa convenzionata più elevata nei primi nove mesi del 2014 sono state la Campania con 168,2 euro pro capite, la Puglia 163,1 euro e la Calabria 160,2 euro; al contrario, le provincie autonome di Trento e Bolzano e l’Emilia Romagna hanno mostrato la spesa pro capite più bassa, pari rispettivamente a 108,1 euro, 96,9 euro e 104,1 euro.

Per quanto riguarda la spesa per i farmaci per automedicazione, inoltre, in quasi tutte le Regioni, ad eccezione di Molise, Campania e Basilicata, sono state registrate delle diminuzioni. I maggiori decrementi sono stati registrati in Sicilia (-4,8%), nel Lazio (-4,6%) e in Piemonte (-4,3%).

Se la spesa scende, sale invece la spesa a carico dei cittadini per i ticket sanitari.  ”La spesa sostenuta dai cittadini per ogni compartecipazione a loro carico - si legge infatti nel Rapporto - ha fatto registrare una ulteriore crescita risultando complessivamente pari a 1.121 milioni di euro. L’incremento, rispetto al 2013, della spesa per compartecipazioni a carico del cittadino è stato pari al +4,4%”.

Nei primi nove mesi del 2014, inoltre, ”la spesa farmaceutica nazionale totale (che comprende i farmaci distribuiti attraverso le farmacie pubbliche e private e quelli acquistati e dispensati dalle strutture sanitarie pubbliche) è stata pari a 19,9 miliardi di euro, il 75,6% dei quali rimborsato dal Servizio sanitario nazionale”. 

Cresce poi l’utilizzo, segnala l’Aifa, dei medicinali a brevetto scaduto, che costituiscono ormai oltre il 70% dei consumi e più della metà della spesa. IL che sancisce che, in materia di farmaci generici, l’Italia – dopo esserne stata per lungo tempo lontana – si è ormai avvicinata alle medie europee.

Va letta positivamente la diminuzione nel 2014 del consumo di antibiotici, che ha registrato una riduzione rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente del 4%, con 21,2 dosi giornaliere consumate ogni mille abitanti. Le maggiori riduzioni sono state registrate in Liguria (-7,8%), Toscana (-7,0%) e nella Provincia Autonoma di Bolzano (-6,8%), mentre i maggiori consumi per questo tipo di farmaci si rilevano in Campania, seguita da Puglia e Calabria. Le penicilline sono le categorie maggiormente impiegate. La spesa per antibiotici ha fatto segnare una riduzione, rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, del -3,8%.

Complessivamente, rileva il Rapporto OsMed, sono cinque le categorie di farmaci più prescritte: i farmaci per il sistema cardiovascolare si confermano al primo posto per consumo ma, per la prima volta, vengono preceduti per spesa pubblica dai farmaci antitumorali.

La seconda categoria più prescritta rimane quella dei farmaci dell’apparato gastrointestinale e metabolismo. I farmaci per il sangue si collocano al terzo posto per prescrizione e al quinto per spesa complessiva, e quelli per il sistema nervoso centrale si posizionano al quarto posto per prescrizione (gli antidepressivi sono la categoria più utilizzata).

Tra i farmaci antidolorifici, invece, si registrano incrementi del consumo degli oppiacei. Nell’ambito dei farmaci per il sistema respiratorio, la quinta categoria più prescritta, gli antiasmatici sono i primi in termini di consumo.