Biosimilari, usati di più garantirebbero risparmi fino a 500 milioni: “Ma vanno eliminati gli ostacoli che impediscono la concorrenza”

Biosimilari, usati di più garantirebbero risparmi fino a 500 milioni: “Ma vanno eliminati gli ostacoli che impediscono la concorrenza”

Fonte: F-mail: NUMERO 76 - 22/04/2015

Con un uso maggiore dei farmaci biosimilari, che possono sostituire quelli biologici a brevetto scaduto, sarebbero possibili risparmi per il Servizio sanitario nazionale dell’ordine di 500 milioni di euro. Lo ricordano, alla vigilia dell’intesa finale sui nuovi tagli alla sanità tra Governo e Regioni, il Gruppo Italiano Biosimilari e l’Associazione Donne in Rete, insieme a esperti di economia sanitaria e a medici specialisti.

Il risparmio, scrivono in un comunicato ripreso dall’Ansa, può essere ottenuto ”favorendo il confronto concorrenziale diretto tra i biosimilari e l’originator di riferimento ed escludendo il sistema delle cosiddette “quote predeterminate”, che rischiano, non solo di mettere al riparo l’originator dalla concorrenza di prezzo dei biosimilari, ma di nuocere anche alle casse della sanità pubblica che potrebbe risparmiare molto di più con gare “aperte” dove vince il miglior offerente”.

Nei prossimi cinque anni, ricorda ancora il comunicato, verrà a scadenza la copertura brevettuale su altri farmaci biologici, per i quali il Servizio sanitario nazionale spende in media 1,5 miliardi all’anno. L’utilizzo dei biosimilari varia da percentuali vicine al 50% in alcune Regioni – come la Toscana e le province autonome di Trento e Bolzano -  a picchi molto più bassi, non superiori al 15%, in regioni come Basilicata, Calabria e Puglia.